domenica, gennaio 29, 2006
martedì, gennaio 24, 2006
Una domanda facile sui brandelli dell'ultimo giorno
Partiamo dalle cose facili: dov'eravamo il giorno dell'incendio?
Dov'eri tu lo so, eri là, mentre succedeva tutto.
Ma io dov'ero?
Non mi sarei ricordata neanche la data esatta, se tu non l'avessi postata con le foto.
Ero a casa mia. Era mattina tarda, no? Forse le dodici... Raffaele era a casa mia, stavamo studiando. Ero certa di ricordare che stessimo studiando Sartre, ma questo non è possibile perchè l'esame l'avevamo già fatto venti giorni prima. Stando alle date del mio libretto universitario, studiavamo inglese, Shakespeare. Il Macbeth. La sua rovina è "una foresta d'alberi che cammina", o qualcosa del genere. Curiosa ironia.
Mi ricordo che mi avvisò mia madre. L'aveva chiamata mia nonna, che era andata a casa nostra più o meno mezz'ora prima che succedesse tutto. Doveva prendere della roba, piatti, lenzuola; non la volevano far entrare, aveva dovuto litigare come sempre col guardiano. Disse che la casa faceva pietà, che sul piazzale di casa aveva trovato pure mucchi di pini secchi. Con un gesto nervoso del piede li aveva spazzati via, disse.
Non so se ti ho mai detto che casa nostra l'aveva costruita mio nonno. Quella, e la chiesetta di campo nord, che per inciso ha quella forma apposta, perchè è la M dei Mirelli, la famiglia di mia madre. Sembra quasi una sfida, che siano le uniche cose rimaste in piedi. Abbiamo tutti un legame forte con quella casa. Lì mio nonno è morto, lì io ho mosso i primi passi, lì Francy è arrivata appena nata, all'uscita dall'ospedale... Lì abbiamo vissuto tutti i momenti principali della nostra vita come famiglia, nel bene e nel male; molte cose erano compromesse, certo, ma dopo l'incendio alcuni fili si sono irrimediabilmente spezzati.
Ora penso che forse quel gesto nervoso ha salvato la nostra casa. Salvato, poi... La mia paura, come sai, è che tutto quello che abbiamo vissuto vada perso, cancellato insieme agli alberi, alle case, alla nostra stessa presenza lì. Guardo le tue foto e mi accorgo che non riconosco i posti... e questa cosa mi spaventa. Vorrei raccogliere tutto, finchè siamo ancora in tempo.
Dov'eri tu lo so, eri là, mentre succedeva tutto.
Ma io dov'ero?
Non mi sarei ricordata neanche la data esatta, se tu non l'avessi postata con le foto.
Ero a casa mia. Era mattina tarda, no? Forse le dodici... Raffaele era a casa mia, stavamo studiando. Ero certa di ricordare che stessimo studiando Sartre, ma questo non è possibile perchè l'esame l'avevamo già fatto venti giorni prima. Stando alle date del mio libretto universitario, studiavamo inglese, Shakespeare. Il Macbeth. La sua rovina è "una foresta d'alberi che cammina", o qualcosa del genere. Curiosa ironia.
Mi ricordo che mi avvisò mia madre. L'aveva chiamata mia nonna, che era andata a casa nostra più o meno mezz'ora prima che succedesse tutto. Doveva prendere della roba, piatti, lenzuola; non la volevano far entrare, aveva dovuto litigare come sempre col guardiano. Disse che la casa faceva pietà, che sul piazzale di casa aveva trovato pure mucchi di pini secchi. Con un gesto nervoso del piede li aveva spazzati via, disse.
Non so se ti ho mai detto che casa nostra l'aveva costruita mio nonno. Quella, e la chiesetta di campo nord, che per inciso ha quella forma apposta, perchè è la M dei Mirelli, la famiglia di mia madre. Sembra quasi una sfida, che siano le uniche cose rimaste in piedi. Abbiamo tutti un legame forte con quella casa. Lì mio nonno è morto, lì io ho mosso i primi passi, lì Francy è arrivata appena nata, all'uscita dall'ospedale... Lì abbiamo vissuto tutti i momenti principali della nostra vita come famiglia, nel bene e nel male; molte cose erano compromesse, certo, ma dopo l'incendio alcuni fili si sono irrimediabilmente spezzati.
Ora penso che forse quel gesto nervoso ha salvato la nostra casa. Salvato, poi... La mia paura, come sai, è che tutto quello che abbiamo vissuto vada perso, cancellato insieme agli alberi, alle case, alla nostra stessa presenza lì. Guardo le tue foto e mi accorgo che non riconosco i posti... e questa cosa mi spaventa. Vorrei raccogliere tutto, finchè siamo ancora in tempo.





